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2-23-2011
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I savoiardi sono i biscotti italiani più celebrati al mondo, noti semplicemente con questo nome o con opportune traduzioni.
In Inghilterra sono chiamati ladyfingers perchè, lunghi e sottili, ricordano le dita delle donne. Aggiungeremmo: soprattutto delle donne che non facevano e non fanno lavori pesanti :-)
Comunque nel Regno Unito hanno anche altri nomi: sponge-fingers, trifle sponges or boudoir biscuits.
In Olanda sono i lange vingers.
In Spagna i savoiardi sono noti come bizcocho de soletilla. Leggete come li definisce la pagina di Wikipedia:
"Los bizcochos de soletilla son una especie de galletas dulces, secas, ligeras, muy esponjosas, alargadas y con los extremos redondeados, con forma de dedo. En Argentina y en Paraguay, se perfuman con esencia de vainilla y se llaman vainillas. En Chile se les llama "galletas de champán", en Colombia también se les conoce como " Lengua". Por su parte, en el resto de Latinoamérica se les denomina simplemente plantillas"
Si capisce benissimo la loro descrizione che si adatta perfettamente al nostro biscotto. E così adesso sapete anche come i savoiardi vengono tradotti in Argentina, Paraguay, Cile e Colombia ...
In Germania vengono tradotti come löffelbiskuit.
Per i francesi sono i biscuits à la cuillère or boudoirs.
In ogni caso sono famosi in tutto il mondo. E quando li citano non mancano mai di ricordare il nostro celeberrimo "tiramisù" in cui l'ingrediente principale è appunto il savoiardo intinto nel caffè. Oppure charlotte, budini (come il budino ai savoiardi) o la zuppa inglese. E tutti ma proprio tutti invitano a provarli con la cioccolata calda.
Un bel successo davvero!
Ma quando e dove sono nate queste celebrità mondiali?
Siamo alla corte di Amedeo VI di Savoia (1334 - 1383), Signore della Savoia e Conte d'Aosta e Moriana. Si racconta che un giorno dovesse ospitare il re di Francia, Carlo V. E come potete ben immaginare aveva allertato le sue cucine.
Il suo ospite dai gusti tanto raffinati doveva sentirsi completamente a suo agio.
In realtà a parte la visita impegnativa c'era anche un'altra ragione per creare scompiglio e questa ragione era tutta femminile. E già perchè sua moglie e la moglie di Carlo V erano sorelle: Bonne di Borbone e Jeanne di Borbone.
Potete ben immaginare come si doveva sentire Bonne. Il suo Duca non doveva sfigurare con il re di Francia e lei tanto meno con la sorella, tanto più importante.
Ecco allora che viene chiesto al pasticciere di corte di creare qualche cosa di indimenticabile. Tanto ha fatto questo cuoco da mettere insieme con semplici ingredienti un biscotto che ancora oggi è ammirato e "mangiato" con tutti i sensi ben espansi in tutto il mondo.
Chissà come si sarò sentita Bonne? Noi donne capiamo perfettamente. Sempre che la storia vera sia questa.
Nel tempo poi la ricetta dei savoiardi si è diffusa in tutte le regioni in cui i Savoia hanno avuto un'influenza diretta o indiretta. Quindi non solo il Piemonte ma anche Sicilia e Sardegna hanno la loro ricetta.
Ma la prima vera traccia storica per il nome savoiardi è in una lista della spesa per un banchetto di nozze a Venezia. Era il 1722.
Tantissime le versioni che potete trovare scartabellando nei libri di ricette o navigando in Internet.
Anche noi vi proponiamo dosi e ingredienti per fare i savoiardi in casa secondo una tradizione abbastanza diffusa.
Vi suggeriremmo di provarla e poi eventualmente, una volta presa la mano, adattarla alle vostre esigenze. Piu zucchero? meno uova? parte della farina sostituita con la fecola di patate? una piccola aggiunta di succo e buccia grattugiata di limone? una punta di vanillina? tutte varianti accettabilissime.
Quello che però non deve mai comparire è il lievito. Infatti i savoiardi nascono come biscotti a pasta gonfia e spugnosa ma senza lievito. Il loro impasto è leggerissimo e friabile, molto delicato. Derivato tutto da una delicata operazione durante la fase di lavorazione: montare a neve ben ferma i bianchi e frullare a lungo anche i rossi delle uova.
In Sardegna i savoiardi si chiamano pistoccus e derivano da un impasto di farina, zucchero, uova e un pizzico di sale. Si spolverizzano con lo zucchero a velo prima di essere infornati. Contengono una quantità maggiore di uova rispetto alla ricetta piemontese.
In Sicilia i savoiardi hanno un aspetto più rustico e grossolano. Gli ingredienti principali sono farina, zucchero, uova (molte) e acqua. Si cuociono in forno caldissimo.