By: Loretta Sebastiani
     

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Piadina Romagnola

Piadina romagnola

La piada o piadina romagnola (piè in dialetto) è conosciuta da tutti come il pane per eccellenza della Romagna.
Le origini della piadina sono antichissime come è antico il pane non lievitato e cotto sulla pietra bollente.
La nascita della piadina si fa risalire addirittura allo sbarco di Enea sulla costa romana. Lui e i suoi si sfamarono con questo tipo di pane derivato dall'impasto di farina ed acqua, senza lievito. Schiacciato l'impasto fu fatto cuocere su pietre calde. Insomma delle vare e proprie schiacciate di farina. Per altri storici dell'alimentazione la piadina romagnola risale invece solo al Medioevo. Le prime testimonianze scritte di questo pane risalgono al 1371.
Qualunque sia la sua origine la piadina ha ormai scalvacato i confini dell'Italia ed è ben nota in tutto il mondo.
La piadina si accompagna a salumi vari come il prosciutto, il lardo o la salsiccia e a formaggi molli come lo squaquarone e verdure di stagione lessate e ripassate nello strutto e aglio. E poi la creatività italiana non ha limiti, come ben sapete.
Tenete presente che queste sono indicazioni molto generali. Le ricette e gli accompagnamenti sono molto diversi anche tra famiglia e famiglia. Come spesso succede in Italia con le ricette tradizionali.
Le piadine si trovano ormai dappertutto e sono anche un tipico cibo di strada.

E adesso, qual è la ricetta della piadina romagnola?
Vi raccontiamo come si fanno le piadine in un grosso laboratorio artigianale di Rimini. Le dosi ovviamente non sono per una famiglia ma anche se si fa in casa gli ingredienti e le proporzioni sono gli stessi.
Per prima cosa si mescolano 60-70 kg di farina con 15 kg di strutto e 2 kg di sale sciolto in acqua.
Si mescola il tutto in una impastatrice. La quantità di sale è un momento critico perchè se si mette troppo sale questo potrebbe interferire con la lievitazione. I tempi necessari per impastare sono molto variabil. Dipendono dalla temperatura, dall'umidità e dalla qualità degli ingredienti. In genere bastano 15 minuti d'estate e sono invece necessari 30 minuti in inverno.
L'impasto viene poi fatto riposare per 5 minuti.
Successivamente l'impasto viene passato in una spezzatrice per ottenere 30 dischi tutti uguali e molto spessi, già parzialmente porzionati.
Da ciascuno disco si ottengono dei pezzi da 80 - 120 g di forma più o meno sferica. Si dispongono i pezzi, ben allineati uno vicino all'altro, in contenitori di plastica. I contenitori si coprono con pellicola che poi vanno messi in frigorifero per 3 ore.
Al termine di questo tempo da ciascun pezzo si ottiene, attraverso un altro macchinario, un disco di pasta di 20 centimetri e di pochi millimetri di spessore.
Tali dischi di pasta vengono cotti a 120°C su piastre di ghisa a gas. Il testo ormai è sempre più raro.
Ma se qualcuno vuole acquistare il testo sappiate che a Montetiffi (in provincia di Forlì-Cesena) vengono prodotte della piastre di terracotta refrattaria.

Piadina romagnola con rucola e mozzarella: uno stuzzichino veloce, facile e molto appetitoso.